Violenza o mitezza e responsabilità
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Qual è la nostra "impronta di vita"? Rabbia e violenza o mitezza, adorazione e sacrificio o dialogo con Dio, responsabilità e lungimiranza o disimpegno dall'incontro e rafforzamento dei confini?
Alla base del comportamento violento dei Primati e anche dell'uomo primitivo c'è la realtà dell'origine animale, della sua territorialità e della vita di gruppo. Le stesse caratteristiche che ci hanno permesso grandi opportunità di sopravvivenza sono anche quelle che hanno fatto emergere pure comportamenti aggressivi e in misura molto maggiore in confronto ad altre specie. Dagli studi scientifici sembra emergere una diminuzione dei comportamenti violenti e aggressivi con la formazione degli Stati e la strutturazione di corpi specializzati per la "gestione violenta". In realtà le guerre indotte dagli Stati hanno poi mietuto innumerevoli vite umane, distrutto un' immensità di luoghi e di risorse, costruite con il lavoro e la fatica di molti. E poi la violenza non è solo quella fisica ma anche quella verbale e psicologica (tipicamente umana) che si nutre degli stessi schemi di pensiero. E' un problema enorme che raggiunge anche il nostro oggi e sembra rinvigorirsi nel calderone delle contraddizioni e delle fragilità che segnano il nostro tempo.
E' venuto il momento di un cambio di passo. Le armi a disposizione sono sempre più potenti, tanto che l' intera umanità potrebbe essere distrutta più e più volte. Una pazzia! I luoghi concreti o digitali in cui si manifesta la violenza sono centuplicati. Occorre ripensare le categorie dell' agire umano e della convivenza rendendola più pacifica, mite, responsabile e lungimirante. Occorre ritrovare la solidarietà tra i discendenti di Set, sapendo che tutti portiamo anche i geni di Caino e di Abele che però non portano avanti l' umanità di un solo passo rispetto ai suoi inizi sociali, storici, culturali. Le donne, anche se a lungo relegate in ruoli subordinati, hanno elaborato strategie diverse per emergere, per sopravvivere o vincere le sfide sociali, personali, umane. Credo che possano guidare questo cambiamento ancor meglio degli uomini, perché da tempo immemore vivono molto più di altri la dimensione della cura piuttosto che quella del massacro.
Il bellissimo monologo di Lella Costa
Lella Costa - Monologo "Stato di guerra"
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