Organi di senso o porte?
l corpo può avere una sua intelligenza, una sua "filosofia" una vera e propria visione del mondo, un suo "pensiero". In questo caso, per corpo, intendo le sensazioni corporee che, collegate alle elaborazioni della nostra mente, producono pensieri, suscitano emozioni e ci inducono alla comprensione delle realtà in cui siamo immersi.
Penso che anche i sensi abbiano una loro "spiritualità", più o meno forte in ciascuno di noi: un collegamento cioè con qualcosa d'altro e d'oltre. Ci possono parlare di qualcosa di "remoto", col quale eravamo in contatto forse anche prima di nascere a questa vita e con cui saremo forse in contatto anche dopo la nostra morte fisica.
Le sensazioni che provengono attraverso i sensi e che percepiscono la realtà che ci circonda possono cogliere anche il riflesso di una Realtà infinitamente più ampia, rispetto a ciò che è di fronte sul piano orizzontale e piatto, qualcosa di più profondo, a più dimensioni, come una memoria.
L' amore per tutti gli esseri viventi, l'amore creaturale, l'amore per la vita è, credo, riflesso dell'amore divino. Un riflesso che può essere intuito, percepito in noi e fuori di noi, un amore senza direzione ma attraversante: più l' amore è giusto, rispettoso di se stessi e dell' altro, costruttivo, vitale, più tale riflesso si fa nitido, meno offuscato. E' ciò che fa star bene, non solo noi ma tutti.
Dio è luce, Dio è suono, Dio è essenza odorosa, Dio è sapore, Dio è concretezza benefica nella realtà sentita, vivente, vissuta.
Non organi di senso dunque, ma porte.
Oltre ai cinque sensi tradizionali (vista, udito, olfatto, tatto e gusto), la neuroscienza moderna ne riconosce altri due fondamentali per la vita di tutti i giorni: la propriocezione e il sistema vestibolare. Insieme permettono di percepire il mondo e il proprio corpo. Ma siamo solo all'inizio delle scoperte: la neuroscienze sono al lavoro per arrivare forse dove lo Spirito era già fin dall'inizio del nostro apparire sulla terra.
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