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La via di mezzo



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Non si riflette mai abbastanza su affermazioni semplici, eppure dense di significato, come quella attribuita a Siddharta; 

"Se tendi la corda oltre misura si spezzerà,
se la lasci troppo lenta non suonerà."

Ogni volta che le incontriamo possono rinnovare il nostro pensiero e il nostro fare. Come fossero un albero che non smette mai, in modo definitivo, di produrre frutti. Questa frase mantiene viva la sua attualità, può agganciarsi anche oggi ad aspetti della nostra vita presente portando maggiore chiarezza su errori comuni e su false intransigenze.
La via di mezzo, linea che sta tra tutti gli opposti estremi e che Siddharta riconosce grazie alla sua illuminazione, è presente come percorso prezioso in molte culture, a testimonianza della sua importanza nella esperienza umana ed anche spirituale (la via rossa dei nativi americani, la medietas dei mistici latini, la via evangelica del “non fare agli altri ciò che non vuoi che sia fatto a te”, la via centrale dell’albero della vita alchemico e il “Cammino dei Giusti” andino).
Nel film il piccolo Buddha viene rappresentata cinematograficamente quando Siddharta si distoglie dalla intransigenza del gruppo di asceti di cui era diventato maestro, non per rinuncia ad affrontare le difficoltà né per debolezza nell'applicare i suoi stessi insegnamenti, ma per la scoperta  (a volte difficile) della verità insita nelle cose più semplici.
Oggi ho trovato particolarmente utile la riflessione sulla seconda parte della affermazione di Siddharta "Se la lasci troppo lenta non suonerà": un invito a non fare della propria vita una casa senza porte dove ogni vento nuovo può portare scompiglio o disordine.
Se vogliamo che qualcosa risuoni anche dentro noi stessi della bellezza della vita interiore, dobbiamo scegliere ad ogni bivio che ci si renda evidente, di percorrere la sua strada e impegnarci per farla continuare a vivere.

Susanna

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